Tuesday, February 12, 2008

Le infrastrutture della mente

di Beppe Grillo
(apparso in origine su www.beppegrillo.it il 01/07/2006)

Il nostro mondo è dominato dall'etica del movimento. Chi non si muove è perduto. Chi sta fermo è un ignobile ozioso, un sovversivo, un nemico del PIL. Si fa un gran parlare delle infrastrutture di acciaio e cemento, di binari, autostrade, ponti, gallerie. Strutture che portano camion vuoti e macchine con una persona. L'auto è un accessorio del petrolio, serve a consumare petrolio, a far vendere petrolio. Una scatola di lamiera piena di gadget che ha la velocità media di un mulo. Delle infrastrutture della mente, che non costano, che liberano il tempo, che ci danno la possibilità di scegliere se spostarci o star fermi dove siamo, di queste infrastrutture non si occupa nessuno. La connettività veloce a tutte le famiglie [...] non è una priorità. L'incentivazione del telelavoro per evitare il congestionamento delle città non è una priorità. Una diversa organizzazione delle aziende sul territorio utilizzando la Rete non è una priorità. La diminuzione dei costi dell’ADSL non è una priorità. E non lo è neppure la copertura ADSL al 100% del territorio nazionale [...]. La Rete libera il movimento delle intelligenze, delle idee. La Rete non provoca incidenti stradali e fa risparmiare tempo, un'enormità di tempo. Voglio un mondo dominato dall'etica del tempo, contro lo spreco delle code, degli uffici, degli ascensori. L'uomo è fatto di tempo, è un prodotto con una data di scadenza. Liberiamo il tempo dalla mobilità fine a sé stessa. Utile ai petrolieri, al Ministero delle Finanze e ai costruttori di strade e di macchine. Meno mobilità, più tempo per noi stessi, anche per oziare, ma senza eccedere, perchè "non far niente è il lavoro più duro di tutti".

Quotes and Aphorisms (11)

Having been poor is no shame, but being ashamed of it, is
[Benjamin Franklin]

A bank is a place where they lend you an umbrella in fair weather and ask for it back when it begins to rain
[Robert Frost]

Doubt is the father of invention
[Galileo Galilei]

Asterischi

L'Italia, tra le altre cose, è un Paese fondato sulla pubblicità ingannevole. D'altra parte nello Stato dell'economia assistita tutto è lecito pur di vendere.

Il principio è semplice: si sponsorizza un prodotto con una qualche frase d'effetto, di solito con grandi promesse, e poi si piazza un piccolo asterisco, a volte microscopico, che rimanda a un altrettanto microscopico testo. Il testo in questione, quando si riesce a individuarlo e poi a leggerlo, solitamente smentisce o limita fortemente il contenuto del messaggio pubblicitario stesso.

Accade sui giornali, dove almeno si ha il tempo di cercare l'asterisco, ma soprattutto in TV, dove è evidente che le scritte sono troppo piccole e fugaci per poter essere lette.
Accade per una quantità immensa di prodotti e a volte di servizi: automobili, viaggi, elettrodomestici, alimentari, medicine, articoli di bellezza...
Un esempio a caso? L'ultimo che ricordo è solo di qualche giorno fa: uno shampoo che riduce fino all'80% la caduta dei capelli; poi ti avvicini allo schermo, leggi il testo collegato all'asterisco e scopri che si tratta di risultati ottenuti in caso di caduta dovuta a capelli spezzati.

Monday, February 11, 2008

Homer in the Baltic

di Felice Vinci
(apparso in origine su www.estovest.net)

The real scene of the Iliad and the Odyssey can be identified not in the Mediterranean Sea, where it proves to be weakened by many incongruities, but in the North of Europe. The sagas that gave rise to the two poems came from the Baltic regions, where the Bronze Age flourished in the 2nd millennium BC and many Homeric places, such as Troy and Ithaca, can still be identified. The blond seafarers who founded the Mycenaean civilization in the 16th century BC brought these tales from Scandinavia to Greece after the decline of the climatic optimum. Then they rebuilt their original world, where the Trojan War and many other mythological events had taken place, in the Mediterranean; through many generations the memory of the heroic age and the feats performed by their ancestors in their lost homeland was preserved, and handed down to the following ages. This key allows us to easily open many doors that have been shut tight until now, as well as to consider the age-old question of the Indo-European diaspora and the origin of the Greek civilization from a new perspective.

Felice Vinci's Theory

(apparso in origine su www.kiskoseura.fi)

Felice Vinci, an Italian engineer, has presented an interesting theory about the location of Homer’s epics Iliad and Odyssey based on the accounts of the geography described in Homer’s epics and the reality of the Greek Mediterranean.

The discrepancy of Homer’s epics with the Mediterranean geography has disturbed people since ancient times. In "De facie quae in orbe Lunae apparet" Plutarch wrote that the island of Ogygia where Odysseus was kept prisoner by Calypso was at a five days sailing distance from Britain.

With this clue as a starting point, Felice Vinci took the map in one hand and Homer’s epics Iliad and Odyssey in the other and started tracing the route of Odysseus’s adventures. He concluded that Ogygia could be one of the Faroe islands, and since Odysseus started eastward from the island so does Vinci who step by step discovers a startling match between Homer’s description of the distances and topography of the places Odysseus visits and the reality of Northern Atlantic and the Baltic Sea.

On the Norwegian coast Vinci found the island of Scheria, land of the Phaecians, where his adventures lead him. It is his last stop before turning to his own island Ithaca. In this Northern milieu Ithaca is probably the island of Lyø whose topography and description fit remarkably well that of the island in Homer’s epic.

On the journey between Ogygia (Faroe islands) and Scheria Odysseus encounters a strange phenomenon which Homer calls an Ocean River, which must have been the Gulf Stream running along the Norwegian coast.

East of Lyø is the Homeric Peloponnese, where king Nestor reigned. Vinci’s theory proposes that this is an island now called Sjælland where the Danish capital Copenhagen is located. Homer’s account of Peloponnese describes an island, which is a plane, void of mountains. The Greek Peloponnese is mountainous, therefore not a flat land, furthermore it is not an island, but connected to the mainland.

Homer’s Ithaca is near a group of three islands: Same, Zacynthus and Dulichium, which means the Long, an island that has not been found in the Mediterranean. Dulichium can be identified with Langeland whose name refers to long in Danish.

The list of similar findings on which Vinci bases his theory is astounding, and they include the city of Troy in a small village named Toija in Southwestern Finland. Troy was the legendary city where prince Paris took Helen, wife of king Menelaus, after having abducted her. The war that ensued was fought over a period of ten years and was finally concluded when the allied forces of Menelaus gained victory through Odysseus’s cunning plot to use a wooden horse in which warriors were hidden.

But even if one accepts that Odysseus could have been sailing the Baltic Sea, how is it that the Greek corner of the Mediterranean today has many places that actually have the names Homers records in his epics?

According to Vinci, and as other scholars have already earlier proposed, there was a notable cooling of the climate. This cooling caused a migration from the Baltic Sea South to the Mediterranean. According to Vinci the people who thus migrated brought with them the names of their homeland. In the new area they gave these names to their surroundings much like people have been doing for centuries.
Felice Vinci has written two books presenting the theory. Out of these two, the latter titled "Omero nel Baltico" has been translated into Russian and English.

Memoria

Il 27 Gennaio è il Giorno della Memoria della Shoah.

Ho visto certe immagini, quelle immagini, centinaia di volte e ho provato orrore, sempre; orrore di due tipi: quello per ciò che è accaduto, e quello per la difficoltà a credere che ciò sia realmente accaduto.
Essere nati nel 1970, a Milano, in un'epoca di ricchezza, benessere e pace spinge il cervello a un'operazione di pulizia logica: si fatica a credere che l'Uomo sia potuto arrivare a un simile livello di follia e atrocità.

Sunday, February 10, 2008

Bozzetti di inciviltà

Segnalo il sito di un artista che tutti conoscono e amano, se non altro per la sua lunga collaborazione con Piero Angela, raro caso di TV italiana intelligente a orari normali.

Bruno Bozzetto (www.bozzetto.com).

In particolare consiglio di entrare nella sezione flash e dare un'occhiata al filmato "Europa & Italia".
Si tratta di un clip del 1999 che, per usare le parole dell'autore, "mostra, in chiave ironica, le differenze tra il comportamento italiano e quello europeo". Capolavoro.

Bollito di coniglio alla Sassarese

I bini non mi sono mai piaciuti, Francesco Cossiga in modo particolare.

È stato eletto Presidente della Repubblica Italiana a un'età, 56 anni, che sarebbe considerata normale in un qualunque altro Paese, in Italia invece, per tale ragione, è salutato come un recordman.
Tutti sono concordi nel ritenere che Cossiga sia custode di una quantità non idifferente dei cosiddetti segreti d'Italia (attentati, stragi, rapimenti, intrighi nazionali e internazionali, episodi misteriosi o poco chiari in genere); mi auguro che in questi anni li abbia affidati in forma scritta a un qualche diario da far uscire postumo; l'idea che finiranno nella tomba con lui non mi rallegra.

Ma non è di questo che mi interessa parlare ora.

Cossiga non ha mai perso occasione per vantare le sue profonde amicizie con il Popolo Basco e ha sempre supportato l'indipendenza di quello Stato. Encomiabile, una battaglia che condivido pienamente.
Ma Cossiga è soprattutto un Sardo, ed è triste osservare come nulla egli abbia invece fatto per supportare e favorire l'indipendenza della Sardegna, sacrosanta.

A qualcuno saranno subito venute in mente le parole di Esopo ("è facile essere coraggiosi da una distanza sicura"); che poi, nella versione moderna, suonano in modo leggermente diverso: facile fare i froci con il culo degli altri.

Saturday, February 09, 2008

325.000 cuccioli scuoiati

di Beppe Grillo
(apparso in origine su www.beppegrillo.it il 27/03/2006)

Sono carnivoro, mi piace la carne, il prosciutto crudo, il salame, il lardo, la pancetta, l'osso buco, la carne cruda, lo zampone e il cotechino con le lenticchie. Mi piace la bistecca alla fiorentina, quella da sette etti netti più l’osso. Forse deluderò i vegetariani, ma non mi sento per niente in colpa. Mangiare carne fa parte della mia natura. Mi dà però fastidio la crudeltà, l'insensibilità totale, la gratuita uccisione di esseri viventi al solo scopo di lucro, per aumentare il PIL. E se sono cuccioli indifesi, di due/tre settimane (il tempo necessario alla formazione di una pelliccia bianca), uccisi a bastonate e scuoiati vivi, la cosa mi fa veramente schifo. 325.000 cuccioli di foca sono uccisi in questi giorni nel civile Canada, il cui primo ministro Stephen Harper ha affermato che il suo Paese è vittima della propaganda e che il massacro è necessario. La World Society for Protection of Animals ha dichiarato che si tratta della "più grande e crudele uccisione di animali marini mai registrata sul pianeta". I cuccioli sono uccisi a bastonate per non rovinare la pelle. La pesca del merluzzo è sempre più scarsa a causa della pesca industriale e i cuccioli di foca rappresentano una risorsa per i pescatori che vivono in zone isolate. Questo schifo rende 8,3 milioni di sterline e le pelli sono vendute all'industria della moda di tre Paesi: Russia, Cina e Norvegia. Per il bilancio canadese 8,3 milioni di sterline sono poco o nulla di fronte alla perdita di immagine a livello mondiale. Forse per persuadere il civile Canada a desistere da questo massacro è sufficiente non comprare più alcun prodotto canadese, in modo che il danno sia 10, 100 volte superiore agli 8,3 milioni di sterline che risparmia con questo commercio. Io lo farò.

Quotes and Aphorisms (10)

You grow up the day you have your first real laugh, at yourself
[Ethel Barrymore]

A man should first direct himself in the way he should go. Only then should he instruct others
[Buddha]

Every man has a coward and a hero in his soul
[Thomas Carlyle]

Europa, Cristianesimo e McDonald's

Immaginiamo un Marziano che si avvicini alla Terra e che, per qualche tempo, dalla posizione privilegiata della sua astronave osservi l'Europa e le abitudini dei suoi cittadini. In ogni città vedrebbe esposte in bella mostra le insegne colorate e inequivocabili dei tanti McDonald's. Dunque potrebbe essere indotto a concludere che quelli sono i tipici ristoranti europei e che patatine fritte, crocchette di pollo, milkshake e hamburger sono il cibo standard continentale.
Follia ovviamente, dettata da una visione come minimo superficiale.

La stessa superficialità fa oggi concludere ad alcuni, troppi, che le radici d'Europa sono cristiane. Ma il Cristianesimo, ho già avuto modo di dirlo, è un'importazione mediorientale (che tra l'altro riguarda meno di duemila anni di Storia), proprio come i McDonald's sono un'importazione statunitense. Ed entrambi, tra la'ltro, sono tutt'altro che salutari.

Le radici dell'Europa sono pagane e se il Marziano atterrasse in Ungheria anziché starsene abbarbicato sulla sua astronave gusterebbe un ottimo goulash e non panini seriali preconfezionati.

Quarto d'ora accademico

Guardo poca televisione, soprattutto documentari e qualche notiziario, e i pochi film che invece vorrei vedere sono di solito relegati a tarda notte o in pieno orario lavorativo, figuriamoci se potrei occuparmi e preoccuparmi degli orari televisivi.
La mia attuale compagna, lituana, mi ha fatto notare una cosa di cui, infatti, non mi ero accorto prima. Consultando i giornali che forniscono i programmi TV, o direttamente su internet, si può constatare come buona parte delle trasmissioni serali post TG non inizi mai agli orari prestabiliti (di solito si hanno ritardi compresi tra i dieci e i venti minuti).
Il suo commento: "in Lituania una cosa così non sarebbe ammissibile".
Piccole cose che contribuiscono alla non serietà del Paese artificiale Italia. Senza bisogno di scomodare i rifiuti di Napoli.

Friday, February 08, 2008

Siamo tutti no global

di Beppe Grillo
(apparso in origine su www.beppegrillo.it il 03/03/2006)

Etichettare in modo dispregiativo le persone, i movimenti, le idee è un vecchio metodo per annullarli. La parola diventa insulto. L’interlocutore diventa un diverso. No global è un esempio. Un no global è un terrorista, un anarchico-insurrezionalista, un neobrigatista, un irragionevole, un pazzo, un picchiatore, un retrogrado, un antimodernista. Non è una persona con cui parlare, va ignorata, isolata e, quando le circostanze lo permettono, anche manganellata. Alle proteste per la privatizzazione dell’acqua, per la TAV in Val di Susa, per la chiusura degli zuccherifici è sufficiente rispondere con no global e per incantesimo i problemi sono loro, solo loro: le persone che protestano [...].

La Fennoscandia sullo Stretto di Messina

In Europa la massima concentrazione di foreste si trova in Scandinavia e in Finlandia dove si raggiungono coperture pari al 65% del territorio (grazie anche alle sapienti e lungimiranti opere di riforestazione portate avanti con successo negli ultimi decenni).

A leggere certi dati pare però che la Fennoscandia si sia misteriosamente ricollocata intorno allo Stretto di Messina; in Calabria e in Sicilia, note terre di foreste, vi sono infatti rispettivamente circa 11.000 e 30.000 forestali (stime CGIL).
Mancando la materia prima (le foreste appunto) non lavorano, ergo sono regolarmente retribuiti.

A proposito, qui da noi, dove invece di foreste ce ne sono ancora (cemento permettendo) i forestali oscillano tra i 50 e i 1.050, a seconda della regione.

Welcome to the jungle

Un Paese serio, legislativamente parlando, si distingue per le seguenti caratteristiche:

1) poche leggi
2) fatte bene
3) controlli frequenti e approfonditi affinché vengano rispettate

Per leggi fatte bene si intende che siano necessarie, pertinenti, comprensibili, semplici e naturalmente che non si sovrappongono ad altre leggi pre-esistenti.

Negando ciacuna delle affermazioni di cui sopra si ha un quadro realistico di ciò che è chiamato Italia.

In Italia le leggi sono così tante che non se ne conosce nemmeno il numero; esistono stime (?!) che oscillano tra 75.000 e 300.000. Giusto per fare un raffronto, nel Regno Unito sono circa 3.000, in Germania 5-6.000 e in Francia circa 7.000.

Thursday, February 07, 2008

Il nonno preverbale

di Beppe Grillo
(apparso in origine su www.beppegrillo.it il 19/01/2006)

Chi ha un nonno sordo d’ora in poi dovrà chiamarlo nonno preverbale in conformità alle recenti disposizioni governative. La sordità è abolita per legge, ora c’è la preverbalità. Poco importa se i sordi non sono d’accordo e vorrebbero essere chiamati sordi, privi di udito. I sordi in Italia sono tanti, sia affetti da sordità totale che parziale. Ed è, con tutta evidenza, a questi ultimi che si rivolge la pubblicità televisiva che fa esplodere i decibel durante le interruzioni dei programmi (ma non era vietato?). Il preverbalismo è un significativo passo avanti, una nuova frontiera: i ciechi potranno essere chiamati prevedenti, i paralitici premotori, gli impotenti pre- (be', qui fate un po' voi…). I sordi chiedono di poter comunicare, di essere integrati nel lavoro, nella scuola. Non chiedono pietismo lessicale. I sottotitoli dovrebbero essere obbligatori per legge nei programmi televisivi e nei film [...]. E, sempre per legge, gli apparecchi acustici dovrebbero essere gratuiti per i bambini parzialmente sordi e per chi non può permetterseli. I sordi profondi parlano tra loro con il linguaggio dei segni, un linguaggio che, per capacità espressive, non ha nulla da invidiare alla parola e che potrebbe essere equiparato a una qualsiasi lingua come l’Inglese. Sono sordi, non preverbali. I sordi non devono vergognarsi di nulla [...]. E poi, dobbiamo guardare avanti. Con l’inquinamento acustico, i sordi prossimi venturi saremo noi e i nostri figli. Dovremmo imparare noi il linguaggio dei segni: diventeremo tutti postverbali.

Quotes and Aphorisms (9)

A man that studies revenge keeps his wounds green, which otherwise would heal and do well
[Francis Bacon]

Happiness is good health and a bad memory
[Ingrid Bergman]

There is no greater joy than that of feeling oneself a creator. The triumph of life is expressed by creation
[Henri Bergson]

Quotes and Aphorisms (8)

Circumstances do not make the man, they reveal him
[James Allen]

The roots of education are bitter, but the fruit is sweet
[Aristotle]

Imagination is the highest kite one can fly
[Lauren Bacall]

Telecretinismi (2). Sottigliezze

Francamente non ho mai capito per quale motivo si è preso a utilizzare, su giornali e TV, la terminologia polveri sottili per indicare la nota tipologia di inquinanti atmosferici.

Per sottile si intende infatti qualcosa che ha una dimensione ridotta rispetto alle altre due; tipicamente si può parlare di un foglio sottile, di uno strato sottile, di una fetta di salame sottile ecc. Se siamo in un mondo a due sole dimensioni, come per esempio su un foglio da disegno, si può parlare anche di linea sottile o tratto sottile ecc.

Il concetto di sottigliezza mal si adatta alla descrizione di oggetti di tipo sferoidale, quali appunto le polveri; non è un caso che si parla di particolato e che le dimensioni dei corpuscoli sono espresse facendo riferimento al loro diametro.
Non sarebbe dunque più appropriato parlare di polveri fini?

Sottigliezze certo, ma ciò sembra rivelare come a volte si utilizzino termini senza avere la consapevolezza del loro significato e di come i mezzi di informazione tendano a produrre un intorpidimento delle nostre normali capacità di critica.

Europa e Paganesimo

In anni recenti si è molto dibattutto di radici cristiane dell'Europa e si è persino valutata l'opportunità di inserire argomentazioni di questo tipo nella Costituzione Europea. Per fortuna il tentativo è fallito.

Quasi tutti hanno addotto a fondamento dei loro ragionamenti questioni legate al concetto di laicità delle istituzioni. Vero e saggio. Purtroppo quasi nessuno ha tuttavia osservato che vi è un elemento primigenio: la Storia. E pare che la Storia si continui a non studiarla.

La stessa Storia che ci hanno insegnato alle scuole elementari dice infatti, in modo inequivocabile, che se di radici europee vogliamo parlare, queste sono profondamente pagane.
Il Cristianesimo altro non è che una tardiva importazione mediorientale; importazione, tra l'altro, quasi mai pacifica e volontaria, visto che la cristianizzazione del continente è avvenuta con il sangue e con la spada (per amor di statistica è stata la Lituania l'ultimo Paese a cedere alla nuova religione).

Delle altre grandi religioni mediorientali (Ebraismo e Islam) il Cristianismo mantiene tutte le caratteristiche: il monoteismo innanzitutto, e il concetto di un Dio a immagine umana, completamente avulso dalla Natura e dal territorio.
Per contro gli Dei pagani sono proprio, in massima parte, delle personificazioni di fenomeni naturali, all'interno dei quali l'uomo si trova completamente immerso.
Il Paganesimo è lo specchio del territorio, spesso aspro e talvolta ostile, e del difficile clima europeo, della forza sovrastante della Natura, verso la quale gli uomini nutrono timore e rispetto, ma con la quale vivono in perfetta armonia.
Per contro il Cristianesimo è costruito a somiglianza di un Uomo che non teme la Natura, ma che anzi le è superiore, non a caso la Natura è pessoché assente nelle tre grandi religioni mediorientali.

Oggi, a 400 anni di distanza dalla scoperta del metodo scientifico galileiano, il Cristianesimo continua inspiegabilmente a esistere. E a fare danni.
La Scienza ha tolto valenza a ogni forma istituzionalizzata di religione, cioè alle Chiese, anche se non è difficile osservare come il bisogno di religiosità, nel suo significato più profondo e primitivo, sia in fondo un'esigenza antropologica dell'uomo, e come tale ineliminabile.

Oggi non ha senso dirsi cristiani o pagani nell'accezione di appartenenza a quelle dottrine, ma ha ancora senso dirsi cristiani o pagani in termini dell'eredità di quei diversi modi di essere e pensare propri dei nostri antenati, eredità che consiste in una stratificazione di valori quasi immanenti che si sono propagati fino a noi in una forma di inconscio collettivo.
Il Paganesimo moderno altro non è che una visione ecologista e sostenibile della vita, non a caso più sviluppata nei Paesi de Nord, laddove la penetrazione del Cristianesimo ha trovato maggiori ostacoli e dove il senso di appartenenza e comunione con la Natura è più forte.
Il Cristianesimo moderno è invece ben esemplificato nella cementificazione selvaggia e continua di ogni angolo di territorio, nella visione economica e consumistica oggi dominante, propria di chi si sente al di sopra della Natura e non parte di essa.

Wednesday, February 06, 2008

Telecretinismi (1). Killer e pirla

Quante volte avete sentito al telegiornale frasi del tipo "montagna killer: dieci scalatori morti dopo essere stati travolti da una valanga"?
In un Paese come l'Italia, dove quella del killer è evidentemente una delle professioni più diffuse e remunerate, quasi non ci si stupisce nemmeno più dell'uso assurdo e completamente distorto che viene fatto di certi termini.
Rispondo con quanto saggiamente osservato da Beppe Grillo una quindicina di anni fa. L'unica cosa che si può dire in casi come questi non è montagna assassina ma scalatori pirla!

Tuesday, February 05, 2008

Void

Complice una giornata di malattia, ieri mi sono preso un po' di tempo per guardare un DVD, un film prestatomi da un collega di lavoro qualche giorno prima: "Volevo Solo Dormirle Addosso" di Eugenio Cappuccio, anno 2004, tratto dal romanzo omonimo di Massimo Lolli.

Trama esplorata di rado e molto attuale: Marco Pressi (Giorgio Pasotti) è un giovane manager che lavora sodo. Fa il formatore nella compagnia italiana di una multinazionale francese. Stimato e benvoluto da tutti, un giorno si sente fare dai vertici della società una di quelle proposte che non si possono rifiutare se si vuole fare strada e arrampicare: dovrà tagliare un terzo del personale nel giro di alcune settimane. Se centrerà il target verrà promosso con sostanziosi aumenti e benefit; se fallirà la sua carriera sarà finita.

Non ho letto il libro e, come tutti, conosco e condivido la regola secondo la quale le riduzioni cinematografiche di un testo sono sempre inferiori agli originali.

Nel complesso il film mi è piaciuto poco, soprattutto dalla metà in avanti, quando cioè cominciano a emergere in modo piuttosto evidente la scarsa caratterizzazione dei personaggi, trame e dinamiche che faticano ad amalgamarsi e una recitazione a tratti zoppicante e stentata. Inqualificabile soprattutto il finale, banale e del tutto prevedibile.

Eppure i primi 30/35 minuti del film, forse inconsapevolmente, sono una specie di piccolo capolavoro. Sono queste le sequenze che meritano di essere visionate, quelle di pura rappresentazione degli ambienti.

La descrizione dell'ambiente lavorativo, in termini di spazio fisico, psicologico e linguistico, e il quadro dell'ambiente sociale del protagonista lasciano addosso un'angoscia profonda.
È l'angoscia di un certo tipo di lavoro contemporaneo che contamina e assorbe l'individualità, distrugge le libertà di scelta, inaridisce e disumanizza. Ed è l'angoscia di una vita extra-lavorativa inconsistente, degradata, priva di intressi, amicizie, affetti, il tutto sostituito da rapporti di sesso meccanici, al tempo stesso stanchi e quasi violenti.

Quello che si prova è agghiacciante, non tanto e non solo per quello che si vede, ma soprattutto per quello in cui ci si riconosce o si riconosce intorno a sé.
E in questo senso, vedere quelle scene fa bene, nonostante la nausea, nonostante l'orrore per il vuoto che ti rivolta lo stomaco e si agita dentro.

Quotes and Aphorisms (7)

He who lives without folly isn't so wise as he thinks
[François De La Rochefoucauld]

Only two things are infinite: the Universe and human stupidity, and I'm not sure about the former
[Albert Einstein]

People see only what they are prepared to see
[Ralph Waldo Emerson]

Monday, February 04, 2008

Festa del perdono

L'Italia è quel Paese in cui se un tuo caro è stato massacrato e ucciso da un criminale, meglio ancora se extracomunitario e clandestino, dopo poche ore ti ritrovi il giornalista sotto casa che ti chiede se sei disposto a perdonare. E se non lo fai sei brutto e cattivo e finisci sotto sdegno mediatico.

L'Italia è quel Paese in cui se le carceri scoppiano di detenuti, anziché costruirne di nuove (e favorire l'occupazione) si fa una legge chiamata indulto per svuotarle un po'.

L'Italia è quel Paese in cui se un giovane Rom guida ubriaco e falcia le giovani vite di quattro ragazzi innocenti viene spedito agli arresti domiciliari in un residence sull'Adriatico, naturalmente con vista mare. E magari, per combattere la noia di quelle giornate un po' vuote e un po' tutte uguali, si butta nel business e lancia una linea di abbigliamento.

L'Italia è quel Paese in cui se un gioiellere subisce una rapina a mano armata e spara per difendersi, uccidendo, anziché ricevere appoggio e comprensione ("una medaglia d'oro!" direbbe mio padre) finisce sotto processo, e poi dimenticato.

L'Italia è quel Paese in cui se vai per uccidere con un estintore in mano e invece finisci ucciso, diventi eroe nazionale e ti dedicano vie e piazze.

L'Italia è quel Paese dove politici e magistrati stanno quasi sempre dalla parte sbagliata.

Giovani depressi ma anche sfaticati

di Marcello D'Orta
(apparso in origine su www.ilgiornale.it il 09/07/2007 e ripreso da anniquaranta.blogspot.com lo stesso giorno)

Vorrei fare una domanda semplice-semplice ai giovani: ma siete nati stanchi? Vi osservo tutti i giorni in metropolitana, e sono sempre tentato di offrirvi una delle compresse di Ginseng che porto con me, poiché io, come voi, sono stanco, ma questo si spiega, avendo superato di quattro anni il mezzo secolo d'età, sostenuto quattro concorsi statali, servito la Patria come militare, scritto undici libri e centinaia di articoli, girato l'Europa per lavoro eccetera. Ah, dimenticavo il meglio: dovendo convivere con l'artrosi cervicale, l'artrosi lombo-sacrale e la sciatica, che si fanno sentire soprattutto in metropolitana, quando, all'inpiedi, devo sostenermi agli appositi appigli posti in alto, costretto ad osservarvi. Voi ve ne state seduti (anzi accasciati), stanchi di una pesantissima vacuità quotidiana, per dirla con Veneziani, sfiancati dal peso di giornate totalmente inutili, di esistenze non legate a nessuna causa, a nessuna buona battaglia, a nessuna speranza. Davanti a voi è il vecchierel canuto e bianco, reso curvo dai suoi anni; la massaia carica di buste della spesa; la donna incinta; persino il cieco, sorretto dal badante. E voi fingete di non vederli. Fingete, nel migliore dei casi. Nel peggiore (che poi è il più frequente) li guardate in faccia e non battete ciglio. Avete le cuffie nelle orecchie per ascoltare la vostra musicaccia, sostenete in grembo la fidanzata con la quale vi baciate e mordicchiate a ogni momento, o vi spidocchiate a turno, come le scimmie che si osservano allo zoo. Perché mai dovreste cedere il posto a qualcuno? Siete giovani, studenti e innamorati: caso mai è l'anziano che deve cedere il posto a voi, specie se siete disoccupati. Uno o due anni fa, presentai un mio libro in alcune scuole superiori di Rovigo; chi sa che non incontrai uno di quei campioni che hanno percosso il crocifisso, al grido di "Finiscilo, finiscilo!". L'insegnante di una di quelle scuole mi disse: "Maestro, qui ci sono problemi opposti a quelli che vivono i suoi studenti. Non c'è lavoro nero, non c'è la casa sgarrupata, ma sono tutti annoiati. Per vincere questa noia violentano ragazze, torturano disabili, allagano le scuole, buttano sassi dai cavalcavia. La buona parte di questi ragazzi è viziata, la buona parte fa uso di droga. Non conoscono il sacrificio, vogliono tutto e subito". Poveri giovani, in pensione ancor prima di lavorare. Chissà che un paio di ceffoni bene assestati non li svegli dal loro torpore esistenziale.

Sunday, February 03, 2008

Quotes and Aphorisms (6)

Absence diminishes little passions and increases great ones, as wind extinguishes candles and fans a fire
[François De La Rochefoucauld]

Minds are like parachutes: they only function when open
[James Dewar]

If you can dream it, you can do it
[Walt Disney]

Seghe mentali

Verso metà dello scorso autunno mia sorella Marina mi chiedeva di dormire qualche notte a casa sua, al suo posto, per verificare la rumorosità delle sue vicine, incidentalmente due ragazze lesbiche, dall'altra parte di un muro mal isolato e non troppo spesso. Probabilmente era solo una questione di dispetti reciproci dato che in quel periodo le vicine sono state relativamente calme e nonstante qualche scenata di gelosia e la loro attività saffica delle 23.50 circa (comunque diversa da come ce la immaginiamo noi maschi e di come l'abbiamo vista rappresentata in certi film) sono riuscito a leggere una mezza dozzina di libri vari trovati in loco.

Uno di questi aveva un titolo curioso: "Come Smettere di Farsi le Seghe Mentali e Godersi la Vita" di Giulio Cesare Giacobbe (Mondadori Editore).

Un titolo così ti attrae immediatamente, ti cattura nell'inconscio, per l'argomento trattato e per il tipo di linguaggio, che sin da subito crea empatia. Nella frazione di secondo sucessiva pensi tuttavia che, forse, molto probabilmente, sei di fronte a uno di quei classici manuali di auto-aiuto scritti da autori statunitensi per un pubblico statunitense, roba che qui in Europa non funzionerebbe mai.

Curiosità e un ridotto numero di pagine mi hanno comunque spinto a leggere. E oggi, quattro mesi dopo, con mia sorella che nel frattempo si è trasferita a San Felice di Segrate e le lesbiche che hanno lasciato libero l'appartamento, posso di dire che ne è valsa la pena.

Giulio Cesare Giacobbe è un personaggio originale e poliedrico; psicoterapeuta, autore di libri, e docente universitario (al momento insegna Fondamenti di Discipline Psicologiche Orientali presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Genova).

Il testo è una piccola e sapiente raccolta di consigli e tecniche che aiutano a liberarci dalle nevrosi moderne (chiamate appunto seghe mentali). Per usare le parole dell'autore:

"Dicesi sega mentale il pensiero a cose che non hanno attinenza con la realtà. A te sembrerà da questa definizione che allora le seghe mentali tu non te le fai mai. Questo tuo pensiero è un esempio tipico di sega mentale. Tutto sta nella definizione di realtà, naturalmente. La mia definizione di realtà è l'unica reale, come può confermarti un qualsiasi contadino della bassa padana. La realtà è il nostro corpo e l'ambiente fisico che ci circonda. Le persone normali (ad esempio io e l'idraulico di Busalla che ho conosciuto l'altra domenica quando sono andato a funghi) sanno benissimo che le cose stanno così. I nevrotici (isterici, nevrastenici, ansiosi, depressi, schizoidi, paranoidi ecc.), ossia tutti gli altri, sono irrecuperabilmente convinti che la realtà stia dentro la loro testa. C'è di che spararsi. E infatti molti lo fanno. Ma questo non basta a pareggiare le due categorie. I nevrotici, purtroppo, sono sempre la stragrande maggioranza".

La nevrosi viene descritta e messa allo scoperto con un linguaggio chiaro, semplice e un po' provocatorio. Ma questo è esattamente ciò che vuole Giacobbe: provocare una reazione, per uscire da una spirale di pensieri negativi che possono rovinarci la vita. Come fare? Tornare alla realtà, prima di tutto ridendo, ironizzando, e imparando a smettere di pensare per essere nuovamente presenti mentalmente a noi stessi.

Si tratta di tecniche di estrema semplicità, che mi capita di utilizzare in macchina o mentre affetto le zucchine. E che soprattutto funzionano.

Una menzione particolare va al linguaggio del libro, un'alternanza tra momenti di leggerezza e comicità (leggerendo mi sono trovato più volte a ridere di gran gusto) e passaggi di matrice tecnica e scientifica, descritti comunque con linearità e chiarezza.

Saturday, February 02, 2008

Un Paese sotto formaldeide

Sono nato nel 1970, l'anno di pubblicazione di Led Zeppelin III.
A quei tempi la TV era in bianco e nero, l'accendevi e ci vedevi crisi di governo, Andreotti, Pippo Baudo e Mike Bongiorno.

38 anni dopo la TV è a colori, super-tecnologica, al plasma e con lo schermo piatto. L'accendi e ci vedi crisi di governo, Andreotti, Pippo Baudo e Mike Bongiorno.

TV antropologica

I documentari mi sono sempre piaciuti, quelli naturalistici soprattutto, ma anche gli altri. Una delle poche cose davvero belle (oltre che istruttive) che si possono ancora gustare in televisione.

Poi ci sono i telegiornali. E allora capita spesso di vedere qualche servizio su certi Italiani del Sud (quelli del Nord, soprattutto i Laziali, sono in genere diversi). Urla che fatichiamo a comprendere, un parlare sempre tutti insieme e voci che si impastano e si sovrappongono, gesti di mani e di braccia che non conoscono regole e compostezza, lagnanze, il dare sempre la colpa a qualcun altro, il destino e le fatalità, i purtroppo che piovono a dirotto, le sceneggiate, gli svenimenti, i bambini che si affollano davanti alla telecamera e gli attacchi delle donne contro le volanti della polizia.

In fondo ho da sempre l'impressione di essere ancora davanti a un documentario, umano sì, ma non troppo, pre-umano direi. Un documentario antropologico.
Chissà, forse dodicimila anni fa anche noi eravamo così.

Friday, February 01, 2008

Quotes and Aphorisms (5)

As you sow, so shall you reap
[Cicero]

Nothing in life is to be feared. It is only to be understood
[Marie Curie]

Don't fear change, embrace it
[Anthony J D'Angelo]