Saturday, November 08, 2008

PCT

Siamo in piena crisi finanziaria. Invece, contro ogni logica apparente, da un paio di settimane hanno cominciato a proliferare inserzioni sulla stampa e spot televisivi che promuovono conti bancari con interessi incredibilmente alti, solitamente compresi tra il 4% e il 6%. Sfrondando quel che si nasconde dietro ai soliti microscopici asterischi e a note di ogni genere, si possono individuare almeno tre fenomeni diversi (presenti in contemporanea o separatamente, a seconda del tipo di istituto di credito considerato): si tratta di operazioni limitate nel tempo (cioè a termine), gli interessi si applicano solo a giacenze al di sotto di un certo limite (di norma relativamente esiguo), gli interessi sono il frutto della sottoscrizione di pronti contro termine (PCT).

Questa storia dei PCT ha cominciato a ingolosirmi quest'estate e devo dire che finora sono riuscito a realizzare buoni ritorni (la banca con cui opero è Fineco). Ora i PCT sembra stiano attraversando una fase di vero e proprio boom, quasi sempre all'insaputa dei correntisti.

Va ricordato che gli unici PCT davvero sicuri sono quelli che si appoggiano ai titoli di Stato, mentre se i titoli sottostanti sono costituiti da obbligazioni bancarie (ed è spesso così) le cose vanno ben diversamente. Il recente decreto governativo anti-crisi (inizio Ottobre 2008), in teoria, dovrebbe proteggere i risparmiatori da eventuali fallimenti bancari, ma in questi casi la prudenza non è mai troppa.

Mi domando invece se i PCT, e le relative obbligazioni bancarie che vi stanno dietro, non finiranno, prima o poi, per causare una nuova bolla, magari tutta locale.
Possiamo davvero fidarci? E se sì, fino a quando?