Thursday, September 18, 2008

Menti straordinarie. Kary Mullis

Kary Mullis è l'inventore della PCR (polymerase chain reaction), una tecnica di amplificazione dei segmenti di DNA che oggi trova applicazioni in numerosi campi. La scoperta, risalente al 1983, è valsa a Mullis il Nobel per la chimica nel 1993.

La sua intervista a Odifreddi è tra le più interessanti dell'intero testo. Ecco alcuni passaggi significativi:

P Odifreddi: "Ma le credenze possono andare contro le opinioni scientifiche?".

K Mullis: "Se si decide che il metodo scientifico sia l'unico modo per capire l'esistenza e l'universo, si esclude automaticamente la possibilità di avere credenze. Ma questo richiede l'abbandono di una parte del proprio sé attivo e sperimentale, e fin da bambino io ho rifiutato l'idea che qualcuno potesse impormi la propria opinione: per questo non ho mai appartenuto a nessuna religione organizzata. Ma ho le mie credenze, che possono sempre essere modificate dalle mie esperienze".

P Odifreddi: "Secondo Aristotele e William James, bisognerebbe accettare solo le esperienze che si comprendono: lei è d'accordo?".

K Mullis: "Per niente. Le mie percezioni sono il mio legame primario con la mia realtà: le accetto per quello che sono, e mi danno informazioni che considero automaticamente affidabili. In caso di conflitto, io seguo le mie percezioni e non i miei pensieri: la ragione è secondaria, per il mio modo di essere, mentre i sensi sono primari. Il pensiero razionale mi dà un grande piacere e lo rispetto enormemente, ma per me la realtà è ciò che vedo, odoro, sento, tocco...".

P Odifreddi: "È per questo che lei non ha paura di avere opinioni che vanno contro quelle della maggioranza, e che spesso sono considerate strane o irrazionali?".

K Mullis: "Le opinioni scientifiche sono temporanee, per loro stessa natura: si giudicano in base all'evidenza disponibile, ma rimangono perennemente in attesa di ulteriore evidenza. E si possono benissimo avere credenze opposte alle proprie opinioni scientifiche: le due cose possono coesistere nella stessa testa [...]".

A proposito di scientificità:

"L'unico modo di essere scientifici è di tenere la mente aperta, ed essere preparati a lasciar cadere i propri pregiudizi. [...] Le cose che non si possono misurare, o sulle quali non si possono fare esperimenti, non sono scientifiche".

Infine un pensiero molto personale sull'idea di precarietà:

"Viviamo in un mondo molto precario. Non nel senso sociale, ma fisico: delle cose che ogni tanto ci cadono addosso e hanno enormi effetti. E la prossima volta che una cadrà, non vorrei soltanto guardarla impotente sulla CNN: non mi piacerebbe che un giorno un astronomo avvistasse qualcosa largo tre chilometri che sta per piombare a 50.000 chilometri all'ora nel bel mezzo dell'oceano e solleverà un'onda di 150 metri di altezza, e pensassi che avremmo potuto fare qualcosa per fermarla, invece di sprecare il nostro tempo a studiare i bosoni".