Thursday, October 30, 2008

Aging well

Erano gli inizi degli anni '90, Danny Bowes, microfono in pugno e ugula al cielo, si dimenava sui palchi di mezzo globo al suono hard rock dei suoi nascenti Thunder. Magro, fisico asciutto, con una lunga e folta criniera scura. Avevo, all'epoca, boccoli lunghissimi sino alla cintura, ma non andavo oltre qualche ridicola esibizione davanti allo specchio di casa.

Erano gli anni di Back Street Symphony (1990), il loro acclamato debutto. Disco che in patria (Inghilterra) li ha resi subito grandi, ma che nel resto del vecchio continente è stato accolto con una certa timidezza. Il successo mondiale è arrivato l'anno successivo: la pubblicazione USA del loro disco d'esordio ha sortito un effetto a catena che li ha proiettati ai vertici delle classifiche di settore anche qui in Europa.

Il collega Claudio mi ha chiamato per il loro concerto milanese a supporto di Robert Johnston's Tombstone, l'album uscito nel 2006. Era il 27 Marzo 2007 e l'esibizione ha avuto luogo al vecchio Rainbow, vecchio in tutti i sensi, un locale ormai imparagonabile con gli elevati standard dei club concertistici continentali.

Quella sera non credo ci fossero più di cento persone. Bowes è salito sul palco per ultimo. All'inizio è stato uno shock (credo per tutti): del ragazzo che ricordavo era rimasta solo la voce, ancora splendida, anzi, impreziosita dagli anni; per il resto l'uomo davanti a noi era un Inglese di mezza età, con una discreta pancetta, una silhouette non propriamente atletica e capelli brizzolati cortissimi. È stata una delle serate più belle che ricordi. Grande musica riproposta con energia e semplicità, e Bowes a dialogare continuamente con il pubblico nella sua morbida pronuncia squisitamente British.

Tra pochi giorni uscirà il nuovo lavoro Bang! (per la napoletana e attivissima Frontiers Records, www.frontiers.it). Che dire? Ci sono album nati per essere ascoltati solo su disco (in macchina, a casa, ...), altri solo dal vivo, e altri che rendono bene in entrambe le dimensioni.
Bang! appartiene al secondo di questi tre tipi. Qui dentro troverete dosi abbondanti di ciò che si è soliti definire sano e buon vecchio rock and roll, con tutti i pregi e i limiti del caso.

Fan esclusi, non mi sentirei di consigliarne l'acquisto, i brani scorrono fluidi come se appunto ci si trovasse a un concerto in un piccolo locale di provincia, ed è quella, a mio parere, la dimensione perfetta per i Thunder oggi. I Thunder oggi sono in primo luogo un gruppo che vale la pena di vedere dal vivo. Nella loro musica non c'è nulla di nuovo, ma quel che c'è è fatto, suonato e cantato bene.

Spero faranno nuovamente tappa a Milano, anche se al momento le notizie non sono promettenti: l'esibizione più vicina è in Svizzera a inizio 2009, e non c'è ancora traccia di alcuna data nel sud Europa; mi auguro le aggiungano presto.

Per un approfondimento è possibile visitare il loro sito ufficiale www.thunderonline.com (non spaventatevi, è un po' casereccio) dove, con sorpresa, ho trovato la scaletta del concerto milanese dello scorso anno:

Loser
Dirty Dream
Higher Ground
Low Life In High Places
Laughing On Judgement Day
Gimme Some Lovin'
Robert Johnson's Tombstone
A Million Faces
River Of Pain
The Devil Made Me Do It
Fade Into The Sun
Love Walked In
I Love You More Than Rock 'N' Roll

You Can't Keep A Good Man Down (bis)
Backstreet Symphony (bis)
Dirty Love (bis)