Thursday, May 15, 2008

Il vento gonfia le teste vuote

Vittorio Sgarbi mi è sempre stato simpatico. Nella recente vicenda che ha visto il suo allontanamento forzato da Palazzo Marino (a Milano, dove era assessore alla cultura), io sto decisamente dalla sua parte, contro Letizia Moratti. La Moratti si è rivelata un buon sindaco ma in fatto di cultura esprime posizioni di anacronismo e conservazione (e soprattutto ci capisce poco). La cultura, invece, ha bisogno di una certa trasgressione e di qualcuno che abbia il coraggio di osare, di guardare al futuro, di tracciare strade nuove; la storia insegna che, spesso, quel che oggi apprezziamo e consideriamo normale o di grande valore un tempo era inviso ai chi stava al potere. Sgarbi è una garanzia di indipendenza e anche di giusta impertinenza. Gli rimpovero da sempre una dichiarata appartenenza a una fede (in questo caso cristiana) che, a mio parere, non può fare di lui un intellettuale vero e realmente aperto, ma non si può avere tutto.
Tuttavia, in tempi recenti e con un'insistenza crescente, il buon Vittorio sembra aver avviato un'inspiegabile crociata contro le pale eoliche, che a suo dire deturperebbero il paesaggio circostante; in questo si è ritrovato in compagnia di una schiera di cosiddetti verdi ufficiali (gente come Pecoraro Scanio, fortunatamente escluso dal nuovo parlamento).
Sono tornato da poco dalla civilissima Danimarca, il Paese che in Europa ha raggiunto i livelli più avanzati in fatto di energia eolica e di pale ne ho viste tante e ovunque, tutte in perfetta armonia con l'ambiente. Questa volta Sgarbi ha sbagliato bersaglio; un bel viaggetto in auto nella terra dei Dani potrebbe rinfrescargli le idee.