Saturday, March 08, 2008

Calcio e stile

Mi occupo poco di calcio, anzi, praticamente nulla. A parlarne con amici e colleghi, quelle rare volte in cui capita, mi ci sento perfino a disagio. E poi del calcio ho una visione tutta mia, poco legata allo sport e molto più connessa alla geo-politica.

Da piccolo ero milanista, non ricordo il perché, escludo per i classici motivi cromatici delle maglie, il blu è sempre stato ed è tuttora il mio colore preferito (probabilmente sono l'unico al mondo ad avere una spilletta con il Sole delle Alpi blu anziché verde), è ragionevole pensare che abbia subìto l'influenza di qualche compagno ai tempi delle elementari.
Sono diventato interista in occasione della prima retrocessione del Milan, quella dovuta allo scandalo delle cosiddette calcio-scommesse del 1980 (e riferite alla stagione calcisitica 1979-1980). Ricordo che la vicenda mi aveva molto disgustato, d'altra parte avevo solo 9/10 anni.

Da interista ho continuato a seguire il calcio molto poco, ma almeno da allora ho cominciato ad avere una squadra con dei colori che mi piacevano.
Crescendo ho invece notato che tendevo a riconoscermi maggiormente nel tipo di persona interista piuttosto che milanista. Ho sempre pensato che tra i tifosi interisti famosi e non, ci fossero persone con una maggiore vena artistica e una maggiore imprevedibilità, i tifosi milanisti famosi e non, mi sono invece sempre sembrati più pacati, più stabili, più costanti, più diplomatici e più prevedibili (caratteristiche proprie anche delle varie dirigenze succedutesi nel tempo, che infatti hanno portato il Milan a collezionare più successi e trofei, sia in ambito nazionale che internazionale). Ottime caratteristiche naturalmente, ma personalmente mi riconosco di più nelle prime.

Oggi è la Festa della Donna, domani sarà il Centenario dell'Inter.

Ieri i giornali hanno trovato il modo di montare una piccola polemica, poi velocemente rientrata. Massimo Moratti ha dichiarato che "l'Inter è considerata da sempre nel mondo la squadra di prestigio di Milano. Non solo per quanto ha vinto, ma perché non ha mai avuto problemi con la giustizia". Ha poi aggiunto "con me ho avuto persone che hanno seguito questo comportamento con naturalezza senza mai tentare di scavalcare o fare i furbi o conquistarsi gli arbitri, pensando di aiutare la società facendo qualcosa che si sarebbe rilevato terribile. La vergogna di doversi difendere di fronte a situazioni deprecabili è una cosa antipatica nella storia di una società", esprimendo poi l'augurio che "nei prossimi 100 anni all'Inter non succeda mai, come mai è successo finora. E come d'altronde a noi finora non è mai capitato di andare in serie B. La storia nerazzurra è un fatto certo, non si cambia. Sul futuro, si vedrà".
Parole pronunciate a Milano incontrando al teatro Smeraldo gli Inter Club di tutta Italia.
La replica del club rossonero, sentitosi tirato in ballo, è stata immediata. Attraverso un comunicato, Galliani, in totale sintonia con Berlusconi, ha definito non eleganti le frasi di Moratti accusando l'Inter di avere una memoria cortissima. In serata Moratti ha fatto una precisazione (a mio parere inutile) e infine tra Galliani e lo stesso Moratti c'è stato un breve colloquio chiarificatore. Fine delle polemiche.

Personalemente penso che abbia ragione Galliani: le frasi di Moratti sono state ineleganti. A sostegno di Moratti va rilevato il contesto in cui sono state pronunciate. Se andate a vedere Borghezio in comizio potrà capitarvi di sentire alcune frasi un po' forti e non sempre veritiere. Per contro i suoi interventi al Parlamento Europeo sono sempre chiari, asciutti e molto centrati.
D'altra parte Moratti ha sempre avuto un gran fair-play.
Di gran classe invece quanto aveva dichiarato Berlusconi: "ora che il Milan è fuori dalla Champions' League tiferò Inter".

La dichiarazione di Berlusconi corrisponde in pieno al mio pensiero. L'Inter è la mia squadra, Milano è la mia città, e il Milan è l'altra grande squadra di Milano, fondata prima e con maggiori vittorie. Ovvio che, dopo l'Inter, il mio pensiero va al Milan. Per me non hanno senso sentimenti di ostilità tra le due tifoserie, conta il prestigio di Milano. Conta l'amore per la propria città, per il proprio territorio, per per la propria nazione. In Milan-Atalanta tiferò Milan, in Atalanta-Fiorentina tiferò Atalanta, in Fiorentina-Roma tiferò Fiorentina e in Roma-Barcellona tiferò Barcellona.

Questa diversità di visioni è sempre stata una delle grandi divergenze tra me e l'amico Steve (al momento temporaneamente non più amico).