Wednesday, December 10, 2008

La Filosofia Delle Nuvole

Ho letto La Filosofia Delle Nuvole di Luca Mercalli (2008, Rizzoli). Per chi non lo conoscesse, l'autore è il presidente della Società Meteorologica Italiana, una ONLUS fondata nel 1865 che, tra le altre cose, pubblica la rivista Nimbus (www.nimbus.it). Ma i più, almeno da un paio d'anni a questa parte, probabilmente lo conoscono meglio come l'uomo delle previsioni che appare nella trasmissione televisiva Che Tempo Che Fa; proprio quella condotta su RAI3 dal super-superficiale e super-conformista Fabio Fazio (che infatti ha accordato a Mercalli spazi via via sempre più risicati); e Fazio, indegnamente, è lo stesso che di questo saggio ha firmato l'introduzione: due misere paginette di inutile e pleonastica retorica, unica vera nota negativa del testo, che invece sorprende per piacevolezza, leggerezza e chiarezza espositive.

Nulla a che vedere con un trattato scientifico sulla disciplina che studia i fenomeni atmosferici e climatici; La Filosofia Delle Nuvole appare invece come un gustoso racconto di episodi e fatti (con molti riferimenti personali); ma a me piace definirlo ancor meglio come un libro di "connessioni": quelle tra il tempo e una moltitudine di aspetti della vita umana che abbracciano arte (pittura, cinema, musica, letteratura, ...), psicologia, cucina, religione, superstizione e soprattutto antropologia.

Il libro va ben al di là di quelle che erano state le mie aspettative e rivela l'amore profondo dell'autore sia per la materia di cui si occupa che per le tristi sorti del pianeta a cui tutti apparteniamo.
Mercalli stesso, nelle pagine conclusive, si scusa per aver scritto di fretta; ma se tutte le opere generate dalla fretta raggiungessero questi livelli vivremmo in un mondo di gran lunga migliore.

Sono anche pagine da cui sgorga un senso di profonda appartenenza a una serie ben definita di luoghi: inequivocabilmente quelli della Padania del Nord-Ovest, quella in cui anch'io vivo.
Anzi, è un libro che, tra le righe, parla di questi angoli di Padania meglio di quanto si possa immaginare.

La Filosofia Delle Nuvole, in ultima analisi, è prima di tutto il simbolo di un'attitudine tanto semplice quanto profonda: quella dell'osservazione, dello stupirsi per le piccole cose, della loro bellezza e variabilità. È un invito a vivere meglio e con i giusti ritmi, la giusta lentezza, è un invito a rispettare la Natura, a godere dei sui frutti senza sfruttarla ed esaurirla.

Davvero quanto di meglio mi sia capitato di leggere negli ultimi anni.